Chi Siamo

Già negli anni ’60 Don Mario Manzo aveva cominciato a sfornare le prime teglie di focacce per gli amici, poi nel 1978 Don Mario, stanco del lavoro di tutta una vita, cedette a Pasquaale De Biase l’attività si orientò più verso l’ elettroforno con Giulia, Pasquale e i numerosi figli. Il locale odierno ha subìto due ristrutturazioni importanti: una negli anni’80 quando si allarga a pizzeria, panificio e salumeria e, l’altra nel 2006 quando si allestisce la cucina e si apre l’attività di trattoria e asporto del cucinato. Oggi a condurre la baracca ci sono il figlio di Pasquale, Gennaro, sua moglie Francesca, il cuoco e un paio di collaboratori. Da Giulia si comincia alle 8,00 con la colazione, brioches, graffe, trecce e cornetti, tutto di produzione propria; da mezza mattinata si parte con le pizze, le frittatine, i crocchè di patate, gli arancini, i panuozzi, i taralli e il cucinato. Il locale ha 5 tavoli per circa 15 coperti.


I tavoli vengono apparecchiati al momento, secondo le esigenze e le scelte del cliente: se si opta per la focaccia, le pizze ripiene e i panuozzi, è tutto più semplice, se, invece si decide di mangiare dall’antipasto al dolce, ecco comparire le stoviglie di Vietri, i calici, le posate e i cestini per il pane, conservati nella credenza in legno in bellavista dietro il bancone.
Da Giulia il caos, la simpatia, e la folla educata, sono la regola a qualsiasi ora.


Il clima qui è sempre allegro, Genny ha cento occhi e orecchie, ma, scherza sempre con tutti, il servizio è veloce e garbato. La clientela è quanto mai variegata, in primis gli abitanti di Posillipo e poi gente di ogni tipo, arriva da tutta Napoli, sfruttando ancora la pubblicità degli anni di Don Mario e dell’Elettroforno.
Genny e Francesca si capiscono al volo, nel bene e nel male, due ragazzi forti, cresciuti lavorando come ciucci, ma con l’entusiasmo di chi adora la propria città e fa di tutto per renderne più piacevole il ricordo; qui arrivano anche tanti stranieri, abituati a percorrere Via Posillipo da Mergellina a piedi, con sosta golosa in Piazza San Luigi, la piazza del cuore e dell’infanzia per chi ci è nato e vissuto.

 

Le origini

Qualche ricordo dei posillipini


“Nel 1949 furono piantate le palme nei giardinetti della piazza che era considerata il primo centro commerciale di tutta via Posillipo. Nella piazza stessa c’erano esercizi commerciali stabili e ambulanti, che arrivavano dalle limitrofe campagne. L’elettroforno, uno dei più antichi di Napoli era gestito dai Moccia, che successivamente cedettero il forno al panettiere del penitenziario di Procida, il mitico Don Mario che raggiunse la fama ed il successo economico con la famosa pizza (focaccia) al pomodoro, sogno ambito di generazioni di ragazzini fino alla fine degli anni ’70.

Un balzo di circa 70 anni in avanti ci porta alla lunga storia di Giulia, da Don Mario Manzo fino al 1978, alla numerosa famiglia De Biase, i titolari di oggi, originari dei quartieri spagnoli e che allora gestivano tre panifici a Napoli, In Via Santa Chiara, alla Pignasecca ed in vico Avvocata.

Già negli anni ’60 Don Mario Manzo aveva cominciato a sfornare le prime teglie di focacce per gli amici, poi nel 1978 Don Mario, stanco del lavoro di tutta una vita, cedette a Pasquale De Biase l’attività si orientò più verso l’ elettroforno con Giulia, Pasquale e i numerosi figli. Il locale odierno ha subìto due ristrutturazioni importanti: una negli anni’80 quando si allarga a pizzeria, panificio e salumeria e, l’altra nel 2006 quando si allestisce la cucina e si apre l’attività di trattoria e asporto del cucinato. Oggi a condurre la baracca ci sono il figlio di Pasquale, Gennaro, sua moglie Francesca, il cuoco e un paio di collaboratori. Da Giulia si comincia alle 8,00 con la colazione, brioches, graffe, trecce e cornetti, tutto di produzione propria; da mezza mattinata si parte con le pizze, le frittatine, i crocchè di patate, gli arancini, i panuozzi, i taralli e il cucinato. Il locale ha 5 tavoli per circa 15 coperti.


I tavoli vengono apparecchiati al momento, secondo le esigenze e le scelte del cliente: se si opta per la focaccia, le pizze ripiene e i panuozzi, è tutto più semplice, se, invece si decide di mangiare dall’antipasto al dolce, ecco comparire le stoviglie di Vietri, i calici, le posate e i cestini per il pane, conservati nella credenza in legno in bellavista dietro il bancone.
Da Giulia il caos, la simpatia, e la folla educata, sono la regola a qualsiasi ora.

 

 

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